Terapia cognitivo comportamentale

Secondo la Terapia Cognitivo Comportamentale a causare la sofferenza non sono le situazioni in cui ci troviamo ma il significato che noi attribuiamo a tali situazioni.

Prendiamo ad esempio il caso di una persona che attende inutilmente un amico.
Quasi sicuramente è già capitato a tutti noi almeno una volta nella vita! Sarà capitato a tutti almeno una volta nella vita di aver atteso inutilmente una persona.
Provate a pensare… Voi come siete rimasti? Che emozione avete provato? Che reazione avete avuto?
È probabile che molti di voi abbiano provato rabbia verso il vostro amico. In questo caso probabilmente vi sarete ritrovati a pensare “È proprio un maleducato, non ha rispetto per me. Poteva almeno avvisarmi. La prossima volta non gli crederò più”.
Oppure avete provato rabbia verso voi stessi pensando “Non dovevo farmi prendere in giro. L’avrei dovuto capire subito che non sarebbe venuto!”
Qualcuno potrebbe aver provato ansia. In questo caso probabilmente il pensiero sarà stato “Visto che non è ancora arrivato gli sarà successo qualcosa di terribile!”
Altri potrebbero essere stati tristi pensando “Vedi, nessuno mi vuole bene! E questa ne è la conferma!”
Altri ancora potrebbero provare vergogna “Che figura mi ha fatto fare! Diventerò lo zimbello della compagnia…”

La situazione è la stessa ma ciascuno la vive in modo diverso a seconda del significato che dà a quell’evento.
È il pensiero che facciamo nella singola  situazione a determinare l’emozione e il successivo comportamento.

Le emozioni di sofferenza spesso sono basate su pensieri irrazionali non condivisibili che la persona si è costruita nel tempo con le esperienze della sua infanzia e adolescenza cristallizzate in schemi mentali che si attivano in modo automatico senza esserne consapevole.
Nella terapia è proprio l’individuazione, l’osservazione e la messa in discussione di questi pensieri irrazionali a determinare il cambiamento.

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