Che cosa è la Terapia Cognitivo Comportamentale
La terapia cognitivo-comportamentale, riconosciuta a livello mondiale come approccio terapeutico valido ed efficace, nasce tra gli anni Sessanta e Settanta grazie ai contributi di Aaron Beck ed Albert Ellis.
Alla base di questo approccio vi è l’ipotesi che le emozioni e i comportamenti delle persone vengano influenzati dalla percezione degli eventi. Non sono le situazioni, cioè, a determinare cio’ che proviamo, ma il modo in cui noi interpretiamo tali avvenimenti. Uno stesso evento potrebbe dare origine, dunque, a emozioni diverse, a seconda del modo in cui lo percepiamo.
Alla base dei disturbi psichici e della sofferenza psichica vi sono dei pensieri disfunzionali, ossia delle convinzioni irrazionali, che nel tempo sono divenuti schemi di pensiero relativamente stabili e portano l’individuo ad entrare in un circolo vizioso da cui gli è difficile uscire. Per esempio, una persona che crede di dover essere perfetta in tutto quello che fa, tende a provare emozioni negative ogni volta che commette un errore, indipendentemente dall’entità di tale errore.
I pensieri disfunzionali portano gli individui a provare emozioni negative e a mettere in atto comportamenti disadattivi che alimentano il circolo vizioso, i sintomi e la sofferenza psichica.
La terapia cognitivo-comportamentale mira a modificare tali pensieri, aiutando il paziente a metterli in discussione e a sostituirli con altre idee. Ad esempio nel caso sopra citato di una persona che crede di dover essere perfetta in tutto quello che fa si potrebbe obiettare: “Sarebbe veramente stupendo non sbagliare mai, ma ciò non significa che devo assolutamente essere perfetto!”. Altrettanto importante è lavorare sulle emozioni, per imparare a riconoscerle e gestirle, e sui comportamenti disadattivi, cercando di individuare strategie più adattive e funzionali di affrontare le situazioni problematiche.
La terapia cognitivo-comportamentale è:
• Scientificamente fondata. Vi sono diversi studi controllati che indicano come il metodo cognitivo-comportamentali sia efficace per numerosi problemi di tipo clinico. E’ stato dimostrato che la terapia cognitivo-comportamentale è efficace almeno quanto gli psicofarmaci nel trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia e addirittura più efficace nel prevenire le ricadute.
• Mirata allo scopo. Dopo una prima fase di valutazione clinica si concordano gli obiettivi di trattamento che meglio si adattino alle esigenze del paziente e vengono inoltre previsti i tempi e le modalità di verifica per il raggiungimento dei cambiamenti auspicati.
• Centrata sul qui ed ora. Il lavoro terapeutico è incentrato sul presente, sulle situazioni di difficoltà che il paziente incontra durante la sua vita attuale. Anche se viene presa in considerazione, soprattutto nella fase diagnostica, la storia di vita del paziente, la terapia mira a far uscire il paziente dalle trappole in cui è caduto, piuttosto che a capire come mai vi è entrato.
• Attiva e collaborativa. Terapeuta e paziente lavorano insieme per mettere in luce e modificare le modalità di pensiero disfunzionali che portano a problemi emotivi e di comportamento. Il terapeuta mette a disposizione le proprie competenze sulle strategie cognitive e comportamentali per la soluzione dei problemi; il paziente si impegna a mettere in pratica nella vita quotidiana le strategie apprese durante le sedute.
• A breve termine. I cambiamenti sono evidenti già nei primi mesi di terapia: vi è in genere una attenuazione o una scomparsa dei sintomi. E’ importante però continuare a lavorare sulle idee disfunzionali che hanno portato alla comparsa dei sintomi. La durata del trattamento varia in base al tipo di problema presentato. In ogni caso a scadenze prestabilite si monitorano gli obiettivi della terapia e si valuta l’efficacia dell’intervento.
• Integrabile e flessibile. E’ possibile un’integrazione con altri trattamenti, quale ad esempio quello farmacologico.
• Efficace a lungo termine. L’efficacia del trattamento cognitivo-comportamentale è facilmente misurabile attraverso la valutazione dei risultati ottenuti. Gli studi finora effettuati dimostrano che, per una vasta gamma di disturbi, i cambiamenti ottenuti con queste tecniche si mantengono nel tempo.
La terapia cognitivo-comportamentale è indicata per:
•Ansia, fobie, attacchi di panico, ipocondria
•Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, binge eating disorder, night eating syndrome)
•Depressione e disturbo bipolare
•Stress, disturbi psicosomatici e cefalee
•Abuso e dipendenza da sostanze (alcool, droghe, ecc.)
•Difficoltà a stabilire e mantenere relazioni sociali e comportamento impulsivo
•Problemi di coppia
•Disfunzioni sessuali (eiaculazione precoce, anorgasmia, ecc.)
•Difficoltà nella scuola o nel lavoro
•Bassa autostima
•Problemi dell’età evolutiva
